Visita guidata a St. Paul’s Within the Walls

Giovedì 24 ottobre ore 9,30 La chiesa di San Paolo entro le mura fu la prima chiesa non cattolica edificata a Roma dopo l’unità d’Italia. Lo Stato Pontificio aveva infatti tollerato la presenza in città di altre confessioni religiose, ma non aveva mai permesso l’edificazione dei relativi luoghi di culto, le cui funzioni dovevano essere svolte all’interno delle ambasciate o in case private. A partire dal 1871, nel clima di libertà religiosa concessa dal nuovo stato laico, il reverendo americano Robert Jenkins Nevin  si impegnò tenacemente affinché la comunità anglicana americana avesse finalmente una chiesa che, secondo le sue intenzioni, doveva essere “di pietra in stile neogotico”. Campanile Anche la scelta del luogo dove sarebbe sorta, all’angolo fra via Nazionale e via Napoli, fu altamente simbolica e di certo non casuale.  Via Nazionale, concepita come collegamento fra la nuova stazione ferroviaria Termini e piazza Venezia, divenne l’asse viario preminente nello sviluppo della capitale, la strada più rappresentativa del  rinnovamento edilizio della "Terza Roma”, lungo la quale si sarebbero concentrati importanti edifici quali il Palazzo delle Esposizioni e la Banca d’Italia. Il 25 Gennaio 1873, festa della Conversione di San Paolo, fu posta la prima pietra della chiesa dedicata

Il Mosaico del Grifo nella Cattedrale di Bitonto

Il bellissimo mosaico pavimentale è collocato all'interno di un poderoso corpo di fabbrica a pianta quadrata, forse una torre, antistante la facciata della cattedrale stessa, dedicata a Santa Maria Assunta. Veduta del mosaico durante gli scavi degli anni 1991-1999 L’opera, riscoperta tra il 1991 e il 1999, si conserva in ottimo stato e rivela una notevolissima qualità tecnica e stilistica riferibili alla metà dell’XI secolo. Le tessere sono costituite da pietre calcaree di colore bianco, rosso, grigio-nero e da marmi colorati tra cui predomina il giallo antico. La tecnica è quella dell’opus sectile alternato all’opus tesselatum. Il grande pannello quadrangolare raffigura un grifo alato, con un fiore pendente dal grande becco ricurvo, iscritto in una cornice circolare decorata con palmette di colore bianco su un fondo alternato di colore grigio-nero e rosso. A questo cerchio sono collegati da un nastro sottile quattro cerchi minori che ospitano rispettivamente due uccelli, una pianta e un fiore a quattro petali. La cornice circolare è a sua volta iscritta in una cornice di croci correnti di colore bianco, rosso e nero. Il mitico mostro, nato dalla fusione dei due animali regali per eccellenza, il leone che regna sulla terra e l’aquila dominatrice

Cleopatra. Roma e l’incantesimo dell’Egitto

Chiostro del Bramante Dal 12 ottobre 2013 al 2 febbraio 2014 La mostra è suddivisa in nove sezioni: Cleopatra. L'ultima regina d'Egitto; La terra del Nilo; I sovrani ellenistici; Gli dei e il sacro nell'Egitto tolemaico; Le arti; I protagonisti, le vicende; Cleopatra e Roma. L'Egittomania; Nuovi culti a Roma; Roma conquistata: i nuovi faraoni. Nella prima sala, ad apertura del percorso, è la magnifica Testa ritratto di regina tolemaica, probabilmente la stessa Cleopatra, datata alla seconda metà del I secolo a.C. e proveniente dai Musei Capitolini di Roma. Dopodiché si proseguirà con una sezione altamente suggestiva, dedicata allʼaffascinante ambiente fluviale del Nilo, che lascerà non solo gli adulti, ma anche i bambini, a bocca aperta: rari e finissimi mosaici e antichi brani pittorici ad affresco mostrano una straordinaria popolazione di ambiente acquatico – tra cui ippopotami, coccodrilli, rane, anatre selvatiche e ibis, insieme a fiori di loto, cespugli di papiro e pesci dʼogni genere – descrivendo lʼincredibile fertilità di quel fiume, unica nel suo genere. Scena nilotica, 55-79 d.C., affresco da Pompei, Casa del Medico ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli Diverse opere testimoniano il forte ascendente che il mondo “esotico” delle sponde del Nilo ha

Augusto

Scuderie del Quirinale, Roma Dal 18 ottobre  2013  al 9 febbraio 2014 La mostra è stata ideata da Eugenio La Rocca ed è a cura di Eugenio La Rocca, Claudio Parisi Presicce, Annalisa Lo Monaco, Cécile Giroire e Daniel Roger. Organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo – Scuderie del Quirinale e i Musei Capitolini di Roma, in collaborazione con la Réunion des musées nationaux – Grand Palais e il musée du Louvre di Parigi. Organizzata in occasione del bimillenario della morte (19 agosto del 14 d.C.), la mostra presenta le tappe della folgorante storia personale di Augusto in parallelo alla nascita di una nuova epoca storica. Figlio adottivo e pronipote di Cesare, Augusto fu un personaggio dotato di un eccezionale carisma e di uno straordinario intuito politico. Riuscì, laddove aveva fallito persino Cesare, a porre fine ai sanguinosi decenni di lotte interne che avevano consumato la Repubblica romana e a inaugurare una nuova stagione politica: l'Impero. Cammeo di Augusto, detto anche Cammeo Blacas, età tiberiana, I secolo Il suo principato, durato oltre quaranta anni, fu il più lungo che la storia di Roma avrebbe mai ricordato. In quegli anni, l'Impero raggiunse la sua massima espansione, con un'estensione a tutto il bacino del

Palazzo Falconieri in Via Giulia a Roma

Visita guidata martedì 15 ottobre 2013 Il palazzo, oggi sede dell’Accademia d’Ungheria, sorge sui resti di un antico porto fluviale, posto sulla riva sinistra del Tevere. Distrutto, molto probabilmente in seguito alla sistemazione urbanistica voluta da Giulio II all’inizio del XVI secolo, il porto è oggi parzialmente conservato nei sotterranei dell’edificio. La strada sulla quale il palazzo si affaccia, tra le più belle ed eleganti di Roma, prende il nome dal pontefice che, dal 1508, decise di trasformare la medievale e scomoda via magistralis, in una nuova arteria in grado di collegare Ponte Sisto con il Ponte degli Angeli. Prospetto su via Giulia La strada doveva essere destinata ai negozia, cioè agli affari; intorno ad essa si sarebbero di conseguenza radunati i palazzi del potere, gravitanti verso San Pietro, nuovo polo, oltre il Tevere, della città papale. La realizzazione del progetto di costruzione della Strada Giulia, fu affidato a Donato Bramante, con l’incarico di “indirizzare” la via, vale a dire di disegnarla come un lungo rettilineo, sul quale edificare per primo il grandioso palazzo dei tribunali. In seguito a questo progetto, moti altri edifici sorsero sulla strada e, tra questi, il palazzo, posto al “principio” di via Giulia

Prossime mostre a Roma

[wooslider slide_page="group-1" slider_type="slides"] A Palazzo delle Esposizioni fino al 2 febbraio 2014 "National Geographic, la Grande Avventura: 125 anni nel mondo 15 in Italia" A Palazzo Barberini Antoniazzo Romano “Pictor Urbis” dal 1 novembre 2013 al 2 febbraio 2014 Al Chiostro del Bramante dal 12 ottobre 2013 al 2 febbraio 2014 "Cleopatra. Roma e l'incantesimo dell'Egitto" Alle Scuderie del Quirinale dal 18 ottobre 2013 al 9 febbraio 2014 "Augusto" Alle Scuderie del Quirinale dal 20 marzo al 13 luglio 2014 "Frida Kahlo" Ai Musei Capitolini dal 31 maggio 2013 al 12 gennaio 2014 "Archimede. Arte e scienza dell'invenzione" Al Vittoriano dal 4 ottobre 2013 al 2 febbraio 2014 "Cézanne e gli artisti italiani del XX secolo" A Palazzo Venezia Fino al 20 marzo, 2014 La Cina Arcaica (3.500 a.C.-221 a.C.) Al Museo del Corso dal 30 ottobre 2013 al 16 febbraio 2014 "Il tesoro di Napoli. I Capolavori del Museo di San Gennaro"

Da Donatello a Lippi. Officina pratese

Museo di Palazzo Pretorio, Prato Dal 13 settembre 2013 al 13 gennaio 2014 Intorno alla fabbrica del Duomo di Santo Stefano (poi cattedrale) presero forma imprese memorabili, da annoverare fra gli episodi più singolari e affascinanti del primo Rinascimento. Per il pulpito destinato a mostrare la reliquia della Sacra Cintola, per gli affreschi della cappella dell'Assunta e della cappella Maggiore e per altri arredi furono chiamati artisti della grandezza di Donatello, Michelozzo, Maso di Bartolomeo, Paolo Uccello e Filippo Lippi. A questi va aggiunto il figlio di Fra Filippo, Filippino, che da Prato prese le mosse e a Prato tornò a lavorare da anziano. La mostra fa rivivere questo momento straordinario della storia dell'arte del Quattrocento italiano, quando la città di Prato divenne un centro d'innovazione artistica in cui operano molti tra i maggiori maestri italiani dell'epoca. Articolata in sette sezioni , l'esposizione ospita oltre sessanta opere provenienti dai musei di tutto il mondo, che vengono per la prima volta accostate ai capolavori conservati nei monumenti e musei della città. Questa eccezionale riunione celebrerà la riapertura del Museo di Palazzo Pretorio, dopo quindici anni di chiusura per restauri. La prima sezione pone in risalto un affascinante tabernacolo in terracotta, attribuito

Il cammeo di Botticelli

Nello splendido Ritratto di Simonetta Vespucci, Botticelli fa indossare alla protagonista il Sigillo di Nerone, un cammeo in corniola di età augustea, molto conosciuto nel Rinascimento, raffigurante il mito di Apollo e Marsia. Sandro Botticelli, Ritratto di Simonetta Vespucci come Ninfa, 1480, Städel Museum, Frankfurt Il cammeo era uno dei gioielli più preziosi delle collezioni possedute dalla famiglia Medici, raccolte sin dal tempo di Cosimo il Vecchio. La scena dell’intaglio rappresenta il momento che segue la vittoria di Apollo nella sfida musicale lanciata da Marsia; inoltre precede il supplizio, al quale il dio ha condannato il satiro per la sua superbia. Apollo è rappresentato come un giovane nudo dai capelli lunghi con un panneggio intorno ai fianchi e alle gambe e con una lira in mano. Accanto Marsia è seduto su una pelle di leone stesa su una roccia, con le mani legate dietro la schiena a un tronco d’albero. Il satiro, con la testa china e gli occhi abbassati, aspetta prostrato il supplizio. In ginocchio in primo piano, è Olympos, il fanciullo mitico flautista che implora il dio di avere pietà per il suo maestro Marsia. Dai rami spogli pende la custodia del flauto di Marsia che

Visita guidata alla Necropoli ostiense

Martedì 1 ottobre ore 10,30 Il sepolcreto si trova all’incrocio tra via Ostiense e via delle Sette Chiese, nei pressi della basilica di San Paolo. E’ celebre  per la presenza della tomba dell’apostolo Paolo, ma riveste grande importanza anche perché testimonia il graduale passaggio dal rito dell’incinerazione a quello dell’inumazione, avvenuto tra il II e il III secolo d.C. Il sepolcreto, che copre un arco cronologico compreso tra il II secolo a.C. e il IV secolo d.C., si sviluppa su tre ripiani principali: alle tombe più antiche, costituite da una cella in blocchi squadrati di tufo, si sovrapposero in epoca imperiale tombe in laterizio ed un colombario. Nell’area compresa tra la Rupe di San Paolo e l’ansa del Tevere, si addensava una grande necropoli le cui tombe si disponevano lungo la via Ostiense, attorno alla quale si articolò la prima area di culto e la successiva basilica paleocristiana. La Basilica di San Paolo fuori le mura, oggi al centro di un’area urbanizzata a circa 2 km dalle Mura di Aureliano, sorgeva nell’antichità in una vasta pianura alluvionale sulle rive del Tevere attraversata dalla via Ostiense, il cui percorso fino a questo punto coincideva con quello ricalcato dalla via moderna. Gran

Visita guidata al Complesso di San Sebastiano

Sabato 5 ottobre ore 10,15 Catacombe e Chiesa di San Sebastiano sulla Via Appia Le catacombe, estese su quattro livelli, sorgevano in un profondo avvallamento, usato come cava di pozzolana e detto ad catacumbas. Il toponimo "catacomba" è stato poi esteso ad indicare direttamente i cimiteri sotterranei cristiani. Il complesso era anche noto come Memoria Apostolorum, perché vi si veneravano gli apostoli Pietro e Paolo. Memoria Apostolorum Fin dal I secolo d.C. il sito è stato intensamente sfruttato ed edificato. Le gallerie per l'estrazione della pozzolana furono infatti riutilizzate per collocarvi sepolture a loculo, sia pagane, sia cristiane; furono costruiti diversi colombari ed almeno due edifici residenziali detti la "villa grande" e la "villa piccola", con notevoli decorazioni pittoriche parietali. Intorno alla metà del II secolo la zona delle cave venne interrata per innalzarvi al di sopra tre mausolei, di Clodius Hermes, degli Innocentiores e dell'Ascia, nei quali furono sepolti alla prima metà del III secolo alcuni cristiani. Il primo di questi mausolei è detto di Marcus Clodius Hermes dal nome del proprietario iscritto sulle pareti ed è decorato esternamente e internamente con pitture; una testa di Gorgone decora la volta. Il secondo è chiamato degli Innocentiores e presenta due camere