Home/Riflessioni

Il restauro della Cappella Paolina in Vaticano

Il restauro della Cappella Paolina ha rappresentato probabilmente l’impresa più impegnativa mai affrontata dal Laboratorio Restauro Dipinti dei Musei Vaticani, non tanto per l’estensione delle superfici, quanto per la complessità dei problemi da affrontare dal punto di vista tecnico e per le scelte riguardanti la restituzione estetica finale. I sostanziali cambiamenti che la Cappella subì attraverso numerosi interventi manutentivi e di ridipintura, portarono alla scomparsa della memoria storica delle testimonianze stilistiche di vari pontificati. Le metodologie di restauro messe in atto per recuperare i raffinati rilievi in oro zecchino e “stucco romano”, sono state le più svariate ed hanno visto l’impiego di tecniche d’intervento dalle più tradizionali (pulitura chimica e de- scialbo meccanico) alle più attuali (impiego di ablatori ad ultrasoni e di apparecchiature laser) che in sei anni di lavoro hanno consentito il paziente, minuzioso recupero di tutta la valenza plastica originale degli stucchi che facevano da cornice agli affreschi cinquecenteschi. Cappella Paolina, veduta parete ingresso All’interno delle sontuose cornici in stucco dorato hanno preso nuova vita anche gli affreschi delle volte e delle pareti, opera di Zuccari e Sabbatini, il cui restauro ha previsto sia l’impiego di metodologie canoniche di pulitura eseguita con una soluzione di

L’arte può salvarci dall’angoscia. Un catechismo di religione laica

I musei devono essere le nuove chiese in cui curare lo spirito Il mondo moderno tiene l’arte in grande considerazione. Lo si vede dal fatto che si continuano ad aprire nuovi musei, si destinano notevoli risorse pubbliche alla produzione e all’esposizione di opere d’arte, si cerca di avvicinare ad essa un pubblico sempre più ampio (coinvolgendo anche bambini e gruppi minoritari), lo si nota dal prestigio goduto dagli studiosi e dalle alte valutazioni del mercato dell’arte. L’arte è ritenuta qualcosa di vicino al senso stesso della vita. Nonostante tutto questo, i nostri incontri con l’arte non sempre sono soddisfacenti come vorremmo. Spesso usciamo da un museo importante con un senso di delusione, di disorientamento o di inadeguatezza, chiedendoci perché la profonda esperienza che ci attendevamo non si è verificata. E di solito diamo la colpa a noi stessi, alla nostra ignoranza o mancanza di sensibilità. Secondo me, il problema non è nell’individuo, ma nel modo in cui l’arte viene insegnata, venduta e presentata dalle istituzioni artistiche. Dall’inizio del XX secolo il nostro rapporto con l’arte è stato condizionato dalla profonda riluttanza istituzionale ad affrontare la questione della funzione dell’arte. È una questione che, ingiustamente, viene considerata importuna, illegittima e un