Il cammeo di Botticelli

Nello splendido Ritratto di Simonetta Vespucci, Botticelli fa indossare alla protagonista il Sigillo di Nerone, un cammeo in corniola di età augustea, molto conosciuto nel Rinascimento, raffigurante il mito di Apollo e Marsia.

Sandro Botticelli, Ritratto di Simonetta Vespucci come Ninfa

Sandro Botticelli, Ritratto di Simonetta Vespucci come Ninfa, 1480, Städel Museum, Frankfurt

Il cammeo era uno dei gioielli più preziosi delle collezioni possedute dalla famiglia Medici, raccolte sin dal tempo di Cosimo il Vecchio.

La scena dell’intaglio rappresenta il momento che segue la vittoria di Apollo nella sfida musicale lanciata da Marsia; inoltre precede il supplizio, al quale il dio ha condannato il satiro per la sua superbia.

Apollo è rappresentato come un giovane nudo dai capelli lunghi con un panneggio intorno ai fianchi e alle gambe e con una lira in mano.

Accanto Marsia è seduto su una pelle di leone stesa su una roccia, con le mani legate dietro la schiena a un tronco d’albero. Il satiro, con la testa china e gli occhi abbassati, aspetta prostrato il supplizio.

In ginocchio in primo piano, è Olympos, il fanciullo mitico flautista che implora il dio di avere pietà per il suo maestro Marsia. Dai rami spogli pende la custodia del flauto di Marsia che giace a terra abbandonato sul fondo: il particola sembra prefigurare la fine di Marsia, che sarà sospeso all’albero secco e spellato vivo da uno scita.

Apollo, Marsia e Olympos, cosiddetto "Sigillo di Nerone", tra il I secolo a.C e il I secolo d.C., Museo Archeologico Nazionale, Napoli

Apollo, Marsia e Olympos, cosiddetto “Sigillo di Nerone”, tra il I secolo a.C e il I secolo d.C., Museo Archeologico Nazionale, Napoli
Intaglio su corniola venata di scuro, convessa sul retro; ricomposta da un certo numero di frammenti; mm 40×34.
In prossimità dell’angolo superiore sinistro: “LAU[RENTIUS] MED[ICI]”

La scena è carica di drammaticità. Alla figura flessuosa e enfatica di Apollo si contrappone quella tesa e ferma di Marsia. La tensione acquista dinamicità nella invocazione – sia pur vana – di Olympos.

Forse presente nella collezione dell’imperatore Augusto, la corniola poteva alludere alla vittoria di Azio, identificando Augusto in Apollo e Antonio in Marsia.

Nel Medioevo l’intaglio è stato interpretato come un’allegoria delle tre età dell’uomo.

Nel Rinascimento, in ambito neoplatonico prossimo a Lorenzo il Magnifico, la scena è stata letta come una metafora della vittoria dell’intelletto sugli istinti brutali.