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Roma nel Quattrocento

Dopo il lungo trasferimento della corte pontificia ad Avignone, in Francia, nel 1377 Roma tornò finalmente a essere sede del papato. Ma solo qualche decennio più tardi, con l’elezione di un papa romano, Oddone Colonna, eletto nel 1417 con il nome di Martino V, la città tornò a essere la residenza, privilegiata e sicura, del pontefice e della sua corte. Problemi di diversa natura, ma intrecciati tra loro, si ponevano con urgenza a Martino V, in particolare la ricostituzione dello Stato pontificio, i rapporti con le potenze straniere, la riforma ecclesiale, la ridefinizione dei tributi ecclesiastici, la riorganizzazione degli uffici di Curia. Per il rafforzamento dello Stato pontificio il pontefice si dedicò al ristabilimento di ordine e pace nelle turbolente campagne romane e dall’altro nella sistemazione urbanistica ed edilizia della città, per la quale ordinò il restauro di numerose basiliche, tra le quali San Giovanni in Laterano, e dei ponti che attraversavano il Tevere. Nonostante Martino V avesse compreso quanto l’assetto urbanistico della città papale fosse importante per l’affermazione del proprio potere, la situazione viaria ed edilizia appariva però fortemente degradata. Uno storico seicentesco, al riguardo, scrisse che nel 1420 il nuovo papa «ritrovò la città così rovinata, che non haveva

Palazzo Falconieri in Via Giulia a Roma

Visita guidata martedì 15 ottobre 2013 Il palazzo, oggi sede dell’Accademia d’Ungheria, sorge sui resti di un antico porto fluviale, posto sulla riva sinistra del Tevere. Distrutto, molto probabilmente in seguito alla sistemazione urbanistica voluta da Giulio II all’inizio del XVI secolo, il porto è oggi parzialmente conservato nei sotterranei dell’edificio. La strada sulla quale il palazzo si affaccia, tra le più belle ed eleganti di Roma, prende il nome dal pontefice che, dal 1508, decise di trasformare la medievale e scomoda via magistralis, in una nuova arteria in grado di collegare Ponte Sisto con il Ponte degli Angeli. Prospetto su via Giulia La strada doveva essere destinata ai negozia, cioè agli affari; intorno ad essa si sarebbero di conseguenza radunati i palazzi del potere, gravitanti verso San Pietro, nuovo polo, oltre il Tevere, della città papale. La realizzazione del progetto di costruzione della Strada Giulia, fu affidato a Donato Bramante, con l’incarico di “indirizzare” la via, vale a dire di disegnarla come un lungo rettilineo, sul quale edificare per primo il grandioso palazzo dei tribunali. In seguito a questo progetto, moti altri edifici sorsero sulla strada e, tra questi, il palazzo, posto al “principio” di via Giulia