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Roma. La civiltà dell’acqua

Son io, quel che tu vedi con piena corrente premer le rive e fendere i campi pingui, il Tevere, fiume ceruleo, gratissimo al cielo. Qui nascerà la mia grande dimora, capo di eccelse città. Virgilio, Eneide, libro VIII Chiunque visiti Roma rimane colpito dai numerosi monumenti e dalle imponenti opere idrauliche che, connesse alla grande quantità di acqua presente nel territorio, caratterizzano da sempre il tessuto urbano e suburbano della città. La nascita e lo sviluppo di Roma, che nei secoli divenne la dominatrice incontrastata del Mediterraneo, è infatti legata alla sua felice posizione geografica, a diretto contatto con il fiume Tevere, nei pressi di località ricche di sorgenti naturali e in comunicazione con il vicino mare. Le popolazioni arcaiche che sin dalla prima età del ferro si insediarono nell’area, fondarono i loro villaggi sui colli presso la riva sinistra del Tevere all’altezza dell’isola Tiberina. Questa, facilitando l’attraversamento del fiume, rendeva possibile il collegamento fra l’Etruria e la Campania. Proprio alle pendici del colle Palatino, in seguito allo straripamento del fiume, si incagliò la cesta con i gemelli Romolo e Remo che nell’VIII secolo a.C., secondo la leggenda, fondarono Roma. Nei secoli successivi furono avviati importanti lavori che, manifestando la

Roma nel Quattrocento

Dopo il lungo trasferimento della corte pontificia ad Avignone, in Francia, nel 1377 Roma tornò finalmente a essere sede del papato. Ma solo qualche decennio più tardi, con l’elezione di un papa romano, Oddone Colonna, eletto nel 1417 con il nome di Martino V, la città tornò a essere la residenza, privilegiata e sicura, del pontefice e della sua corte. Problemi di diversa natura, ma intrecciati tra loro, si ponevano con urgenza a Martino V, in particolare la ricostituzione dello Stato pontificio, i rapporti con le potenze straniere, la riforma ecclesiale, la ridefinizione dei tributi ecclesiastici, la riorganizzazione degli uffici di Curia. Per il rafforzamento dello Stato pontificio il pontefice si dedicò al ristabilimento di ordine e pace nelle turbolente campagne romane e dall’altro nella sistemazione urbanistica ed edilizia della città, per la quale ordinò il restauro di numerose basiliche, tra le quali San Giovanni in Laterano, e dei ponti che attraversavano il Tevere. Nonostante Martino V avesse compreso quanto l’assetto urbanistico della città papale fosse importante per l’affermazione del proprio potere, la situazione viaria ed edilizia appariva però fortemente degradata. Uno storico seicentesco, al riguardo, scrisse che nel 1420 il nuovo papa «ritrovò la città così rovinata, che non haveva

Assisi romana

Pochi luoghi al mondo sono belli come Assisi, la città umbra celebre per le vicende, storiche e leggendarie, legate alla vita di san Francesco e santa Chiara. Ma l’incanto di Assisi consiste anche nelle numerose e differenti opportunità che la città, ricca di storia, offre alla visita. Collocata alle pendici del monte Subasio, al di sopra della pianura lungo la quale scorrono i fiumi Topino e Chiascio, Assisi seduce per le bellissime opere d’arte che conserva e per l’incanto della natura che la circonda. Racchiusa tuttora nel cerchio delle mura romane, molto esteso e databile al II secolo a.C., la città ha conservato in gran parte la struttura antica, inglobata nell’impianto medievale che si è andato configurando negli anni in cui fu costruita la Basilica del Santo. Assisi In quest’Assisi, così suggestiva e carica di spiritualità, oltre alle chiese medievali e agli edifici moderni che tutti conoscono e frequentano da secoli, si possono però ancora scorgere e scoprire le interessanti e, a volte, imponenti testimonianze materiali di epoca romana. Dal III secolo a.C., Asisium, centro umbro legato a Roma, fu infatti trasformato rispettando un grandioso progetto urbanistico, molto probabilmente concepito in forma unitaria già in età preromana e

Visita guidata a St. Paul’s Within the Walls

Giovedì 24 ottobre ore 9,30 La chiesa di San Paolo entro le mura fu la prima chiesa non cattolica edificata a Roma dopo l’unità d’Italia. Lo Stato Pontificio aveva infatti tollerato la presenza in città di altre confessioni religiose, ma non aveva mai permesso l’edificazione dei relativi luoghi di culto, le cui funzioni dovevano essere svolte all’interno delle ambasciate o in case private. A partire dal 1871, nel clima di libertà religiosa concessa dal nuovo stato laico, il reverendo americano Robert Jenkins Nevin  si impegnò tenacemente affinché la comunità anglicana americana avesse finalmente una chiesa che, secondo le sue intenzioni, doveva essere “di pietra in stile neogotico”. Campanile Anche la scelta del luogo dove sarebbe sorta, all’angolo fra via Nazionale e via Napoli, fu altamente simbolica e di certo non casuale.  Via Nazionale, concepita come collegamento fra la nuova stazione ferroviaria Termini e piazza Venezia, divenne l’asse viario preminente nello sviluppo della capitale, la strada più rappresentativa del  rinnovamento edilizio della "Terza Roma”, lungo la quale si sarebbero concentrati importanti edifici quali il Palazzo delle Esposizioni e la Banca d’Italia. Il 25 Gennaio 1873, festa della Conversione di San Paolo, fu posta la prima pietra della chiesa dedicata